6 modi per migliorare il tuo accento inglese

6 modi per migliorare il tuo accento inglese

Avere una corretta pronuncia non solo ci rende più facilmente comprensibili al nostro interlocutore, ma è il modo più diretto e di impatto per dimostrare la nostra competenza e padronanza della lingua, così che il nostro interlocutore possa sentirsi subito a suo agio e libero di discorrere normalmente e rilassatamente, senza il bisogno di dover venire incontro ad “esigenze particolari”. Se pensiamo a contesti come un colloquio di lavoro, riuscire a sfoggiare una buona pronuncia eliminerà ogni dubbio sulle nostre capacità linguistiche sin dalle prime battute.

 

Nella mia esperienza di studente prima e di expat in UK poi, ho scoperto alcuni aspetti fondamentali per migliorare il proprio accento, che spesso vengono trascurati dagli studenti, ma anche dagli insegnanti stessi.

 

1 Le vocali contano molto più di quello che pensiate.

L’inglese ha un modo di pronunciare i suoni molto differente dall’italiano. E non mi riferisco semplicemente al classico “the” o il suono di TH in “thing”, ma anche le vocali vengono pronunciate in modo diverso.

Questo accade perché in italiano i suoni vengono articolati per lo più anteriormente nella nostra bocca, mentre in inglese i suoni tendono ad essere articolati posteriormente. Avete mai notato che gli italiani tendono ad aprire un po’ di più la bocca quando parlano, rispetto agli anglofoni?

Pronunciando le vocali in modo diverso, ci sono anche suoni vocalici che non appartengono all’italiano e che dovremo semplicemente imparare a pronunciare: la u in “but”, la i in parole come “thing”, “big”, “lid”, che è un suono a metà tra la I e la E italiana, forse l’errore di pronuncia che più stereotipa noi italiani.

 

2 U non è A, la A non è sempre E, la E non è sempre I.

Partiamo da questo: le pubblicità italiane vi hanno sempre mentito! Tenendo in mente il punto precedente, nel momento in cui una parola inglese o il nome di un prodotto inglese sono stati importati in Italia, la pronuncia è stata semplificata per facilitarne l’uso e la diffusione. Questo ha creato delle “regole” che sono finite col diventare uno dei motivi principali delle nostre pronunce errate in inglese.

La U in inglese è la A in italiano: sbagliato. La U in inglese ha quasi sempre un suono a metà strada tra la A e la O, ed io direi che il suono tende più verso la O che la A! L’esempio più comune è “but”, ma anche “cut”, “shut”, “hut” e chi più ne ha…

La A in inglese è la E in italiano. Il primo esempio che mi viene in mente è “Apple”, riferito proprio al famoso produttore di smartphone, per qualche ragione in Italia è diffusa la pronuncia “eppol”, quando in realtà la pronuncia corretta “appol” sarebbe più semplice per noi! Altro esempio è “cat”. Ma poi c’è “cable” dove la a è una “e”. C’è però da dire che qui la differenza non è così “black and white” come per la U di cui sopra: gli accenti giocano la loro parte. Così parole come “sad”, “fat”, “bad”, “black”, negli accenti britannici verranno pronunciati con un suono simile alla nostra A, ma in quelli americani si avvicineranno alla nostra E.

Le E in inglese è la I in italiano. Questa è quella più complessa. Per quanto nell’alfabeto la E si proncunci “i”, nell’uso tende ad avere pronunce diverse a seconda della posizione nella parola. Raramente è “i”, a meno che non sia il dittongo “ee” (quasi sempre “i”). Un esempio è “depend”, dove la prima e è quasi muta, la seconda è una E. “Deposit” anche ha una e semi-muta. Ma la e di “equal” si pronuncia “i”, “recipe” si pronuncia con una prima “e” mentre la seconda è una “i”. 

 

3 Quella “e” muta alla fine delle parole che non esiste.

In italiano, nessuna parola si conclude senza una vocale e, a differenza di altre lingue, la vocale finale non è mai muta. Questa nostra “forma mentis” ci mette in difficoltà davanti a lingue come l’inglese, dove al contrario le parole si concludono spesso con suoni “tronchi”, senza una vocale finale. Questo è lo stereotipo italiano numero 2 ed è così radicato in noi che nemmeno ce ne accorgiamo, e spesso lo scopriremo solo quando saremo a contatto con native speakers.

È importante sapere che le consonanti in inglese hanno diversa intensità, si potrebbe dire che l’accento cada sulle consonanti, più che sulle vocali. Facciamo l’esempio di “dog”, un italiano direbbe “dogghe”, un anglofono marcherebbe con più intensità la d e chiuderà con una g più morbida.

 

4 Avere delle basi di linguistica e fonetica può essere utile.

Come avete visto finora, spesso ho parlato di come un suono venga articolato. Non ci sono trucchi, se volete avere una buona pronuncia, dovrete arrivare ai fondamentali, ovvero sapere come un determinato suono viene prodotto. Non dovrete per forza sapere a menadito che la “th” di “thing” è una fricativa dentale sorda, ma sapere almeno cose fondamentali come la differenza tra consonanti sorde e sonore e cosa sono le consonanti aspirate, può tornarvi utile.

 

5 Le consonanti aspirate

Appunto, le consonanti aspirate! Le consonanti in inglese sono spesso aspirate, ovvero insieme alla consonante viene anche pronunciato un piccolo getto d’aria (simile all’accento calabrese). Un mio insegnante per spiegare questa differenza ci diceva che se un inglese pronunciasse la parola “table” con un foglio di carta a qualche centimetro dalla sua bocca, il foglio vibrerebbe, mentre se un italiano dicesse “tavolo” il foglio rimarrebbe fermo. Questo perché le consonanti P T K sono aspirate all’inizio di una parola e all’inizio delle sillabe accentate interne alla parola (es. potato)

 

6 Ascoltatevi e ascoltate

Il vantaggio di studiare l’inglese oggi è la quantità di materiale facilmente accessibile tramite internet. Ascoltate tanto e provate anche a registrarvi e riascoltarvi per capire le differenze. Come ho detto prima, i suoni in inglese vengono articolati in modo più posteriore, provate ad avere questo in mente quando parlate. Se avete dubbi sulla pronuncia di alcune parole, c’è un ottimo sito, Forvo, dove potrete ascoltare la corretta pronuncia, anche con i diversi accenti regionali!

 

Una volta raggiunto un livello accettabile, la cosa migliore da fare per sciogliersi ulteriormente è fare pratica sul posto! Date un’occhiata ai nostri corsi su Language360, così sarete in grado di dire perfettamente milk, but ed apple!

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER MENSILE!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER MENSILE!

Rimani sempre aggiornato sui nostri nuovi corsi e sulle nostre promozioni.